Non capisco le contestazioni alla Sensi, se prendiamo 3/4 gol da tutti non vedo cosa possa farci l'amministratore delegato.
Arthur è sconcertante, ne avevo avuto qualche sentore quel pomeriggio umido al White Heart Lane.
Di nuovo, che vuol dire? Intende che la Cgil deve proporre il contratto unico, quello elaborato da Tito Boeri e Pietro Garibaldi, o, più di recente, del senatore del Pd, Pietro Ichino?
Sì. Ma con tre limiti precisi. Primo, deve sostituire tutti gli attuali lavori precari. Secondo, c'è il problema delle aziende sotto i 15 dipendenti, per le quali l'articolo 18 oggi non vale. Se introducessimo un solo contratto, con tutele crescenti, cosa succederebbe ai lavoratori di queste imprese? Terzo, i 36 mesi ipotizzati da Boeri e Ichino sono un tempo troppo lungo. Le tutele vanno reintrodotte prima.
Si rende conto che sta intaccando un grande tabù del sindacato, in nome del quale la Cgil portò in piazza tre milioni di lavoratori nel 2002, cioè l'articolo 18?
Questa discussione sull'articolo 18 è stucchevole. Ripeto, oltre l'80 per cento degli ingressi nel mondo del lavoro avvengono con contratti atipici. Dobbiamo guardare avanti e occuparci di loro.
«I tecnici non hanno riscontrato danni agli edifici ma le scuole non rispettano la nuova normativa antisismica essendo state costruite prima dell’entrata in vigore delle nuove leggi».